Comunicazione Straordinaria

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Care amiche, cari amici

Vi invito a leggere l’intervista all’onorevole Donata Lenzi, relatrice della legge di riforma del terzo settore, ora, in commissione alla camera, riforma approvata al Senato, che fa il punto sull’argomento.

Come si evince dall’articolo, è evidente che è necessario, in questa fase, che le Bdt si mobilitino a tutti i livelli (in particolare con i parlamentari e le istituzioni del territorio) per esercitare la giusta pressione affinché le Bdt siano inserite nella legge di riforma.

Come Associazione Nazionale, abbiamo chiesto un incontro urgente al Sottosegretario Luigi Bobba e all’onorevole Donata Lenzi e siamo in attesa di una risposta.

Sarà nostra cura aggiornarvi sugli incontri.

Cordiali saluti, un abbraccio

Maria Luisa Petrucci

 

INTERVISTA ALL’ONOREVOLE DONATA LENZI

22 aprile 2016
di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) – L’approvazione senza modifiche del ddl delega di riforma del terzo settore non è scontata, almeno per la relatrice Donata Lenzi (Pd).

“Nella mia relazione illustrativa in commissione non ho detto che il testo sarebbe stato approvato senza modifiche ma che i contenuti del disegno di legge sono da approfondire – ha spiegato a Public Policy l’esponente Pd in commissione Affari sociali – e questo non sarà possibile farlo prima di un paio di mesi”.

Il provvedimento è stato incardinato nella XII commissione di Montecitorio due giorni fa, per la sua terza lettura parlamentare, dopo che il Senato lo ha approvato a fine marzo.

Il passaggio a Palazzo Madama è durato quasi un anno, per questo adesso la relatrice sembra intenzionata a prendersi tutto il tempo che serve per effettuare gli approfondimenti necessari: “Il Senato si è tenuto il ddl sul terzo settore quasi un anno; finché non approvano il Dopo di noi non approveremo niente”.

La proposta di legge in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, il cosiddetto Dopo di noi, è stata approvata a inizio febbraio in prima lettura alla Camera. Da marzo è all’esame della commissione Lavoro del Senato e qualche giorno fa, come riportato da Public Policy, è scaduto il termine per presentare gli emendamenti.

Proprio due giorni fa, quando il ddl sul terzo settore è stato incardinato per la seconda volta alla Camera, fonti di governo avevano parlato a Public Policy di una lettura veloce e definitiva, spiegando che il ministero del Lavoro avrebbe già iniziato a lavorare sui dlgs attuativi.

Tra punti da approfondire, che la relatrice ha indicato nel corso dell’illustrazione del provvedimento in commissione, c’è l’articolo 4 (sul codice del terzo settore), lì dove viene prevista l’introduzione di criteri che consentono di distinguere, nella tenuta della contabilità e dei rendiconti degli enti del terzo settore, la diversa natura delle poste contabili in relazione al perseguimento dell’oggetto sociale.

Per Lenzi il punto è da approfondire perché “il riferimento sembrerebbe propedeutico a modifiche del regime fiscale che, come è noto, diversifica ad oggi le attività istituzionali da quelle accessorie e non prevalenti”.

L’articolo 5, sul riordino e la revisione della disciplina in materia di attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso, il nodo da sciogliere sarebbe quello sul riconoscimento della specificità delle organizzazioni di volontariato e di quelle della protezione civile.

“Questa specificazione – ha spiegato Lenzi in commissione – crea qualche problema: non si comprende infatti perché analoga attenzione non venga rivolta alle associazioni di promozione sociale né perché il solo settore della protezione civile, che pure certo presenta aspetti peculiari, meriti una particolare salvaguardia mentre nulla si dice ad esempio delle associazioni operanti nel campo dell’emergenza-urgenza sanitaria o, sempre per fare degli esempi, delle ‘banche del tempo’“.

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