Dai Comuni un nuovo impulso alle “Banche del Tempo”, per donare ferie a chi ne ha bisogno

Fonte: www.sociale.corriere.it

MILANO – La piccola Claire, 12 anni, era malata di leucemia. Per la madre Nathalie seguire la figlia rappresentava un’impresa: le cure per combattere la malattia erano lunghe, gli orari di lavoro non le consentivano di assisterla come avrebbe voluto. Il dolore di Nathalie ha subito lasciato il passo alla paura si non farcela. Fino a quando un piccolo gesto, fortissimo nel suo significato, non ha portato nuovamente un po’ di luce in una storia che altrimenti sarebbe stata segnata solo dall’incertezza per il futuro.

I colleghi di Nathalie hanno deciso di donarle ognuno un po’ di giorni delle proprie ferie: 330 giorni in totale, tempo speso per curare la figlia.

Quella dell’impegno dei colleghi di Nathalie è una delle storie più belle che è stata raccontata a seguito dell’entrata in vigore in Francia della legge “Mathys”, nata per permettere ai dipendenti di donare anonimamente e senza contropartita i propri giorni di congedo ai colleghi che ne hanno bisogno. Una strada, quella delle “ferie donate”, che inizia ad aprirsi anche in Italia grazie al Jobs Act, all’articolo 24 in particolare. Ma soprattutto grazie ad alcune amministrazioni locali che hanno anticipato una norma già di fatto prevista, ma i cui tempi di applicazione sono legati a quelli della contrattazione di comparto.

IL CASO DI REGGIO CALABRIA: NELLE PRIME ORE RACCOLTI MILLE MINUTI

Fa eccezione il caso di Reggio Calabria dove il piano è stato di fatto ribaltato: la proposta qui è arrivata direttamente dall’Amministrazione comunale, passata al vaglio alle organizzazioni sindacali e infine giunta all’attenzione dei dipendenti comunali. Che non hanno tardato a rispondere positivamente. Presentata pubblicamente il 6 febbraio scorso, l’iniziativa ha già raccolto un “tesoretto” di circa mille minuti donati, un piccolo passo verso la costituzione di una vera e propria banca del tempo. In attesa che i contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali perfezionino le condizioni e le modalità di esercizio del diritto previsto dal Decreto legislativo 151/2015, il Comune reggino si è dotato così di una propria norma che anticipa i tempi.

Per il sindaco Falcomatà si tratta uno strumento innovativo con cui «abbattere le barriere per tracciare i nuovi bisogni e individuare risposte nuove. Da qui la libertà di chiedere e disporre meglio del proprio tempo per esigenze familiari e di salute, all’interno di una grande famiglia che è l’amministrazione pubblica».

FERIE SOLIDALI, ARRIVA ANCHE CAGLIARI

Reggio Calabria ha il primato tra le amministrazioni comunali insieme a Cagliari, arrivata a poche ore di distanza a sua volta con l’istituzione delle ferie solidali. Nel comune sardo i dipendenti potranno cedere a titolo gratuito e su base volontaria parte delle ferie maturate ed eccedenti il minimo inderogabile costituito da quattro settimane in favore dei colleghi che devono accudire i figli minori che versano in particolari condizioni di salute e che necessitano di cure e assistenza costanti.

Una forma di solidarietà che «consente di poter disporre di più tempo libero per la famiglia. – ha commentato il sindaco Massimo Zedda – Pensiamo, e lo dicono le statistiche, che la serenità sia alla base di un lavoro più produttivo».

L’accordo è stato sottoscritto con i rappresentanti sindacali e diventa così una misura di sostegno alle cure parentali, venendo incontro a coloro che si trovano costretti a far fronte a difficili situazioni personali e familiari.

«IL LATO PIU’ BELLO DEL LAVORO»

Così dall’Europa le ferie solidali iniziano a contagiare positivamente anche l’Italia. E forse non è un caso che la proposta di un nuovo welfare, condiviso e partecipato contro le politiche di austerity che hanno caratterizzato gli ultimi anni di vita politica, arrivi proprio dalle amministrazioni comunali, tra le prime “vittime” della crisi.

«Il legislatore intelligente è capace di far diventare diritto positivo ciò che si cela tra le pieghe della società» ha commentato il professore Giorgio Fontana, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. Che non ha dubbi nell’individuare l’importanza di iniziative come quelle presentate che

«rappresentano un valore aggiunto, i principi più belli del lavoro considerato oggi una fortuna. Mettere a disposizione il proprio tempo amministrativo e quello umano è un modo per stare anche meglio con se stessi».

 

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