Un anziano su 10 dichiara di non arrivare a fine mese

Fonte: www.progettotempoudine.it

È il dato che emerge dal rapporto stilato dall’associazione Banca del Tempo. Sono 4.300 i servizi di prossimità offerti nel 2017, al primo posto i trasporti.

Un anziano su dieci dichiara di non arrivare a fine mese. È il risultato di un’indagine conoscitiva condotta tra la popolazione udinese sui bisogni degli over 65 dall’associazione Banca del Tempo. A illustrarla è stato Pierangelo Bardotti. Ottocento i soggetti intervistati. Tra le risposte più frequenti sono emerse la solitudine, la mancanza di autostima, l’insicurezza, il desiderio di comprensione, il bisogno di coltivare interessi, la mancanza di supporto. Ma ecco i progetti portati avanti dalle altre associazioni intervenute alla tavola rotonda in sala Ajace.

No alla Solit’Udine

Per contrastare alcune fragilità dal 2004 è nato a Udine il progetto “No alla Solit’Udine” per rispondere, come hanno spiegato Sandra Roppa e Sara Iacolano, “ai bisogni più semplici della quotidianità, attenuare la condizione di emarginazione, aiutare l’anziano a mantenere relazioni sociali, offrire ascolto e informazione, favorire la domiciliarità, migliorare la qualità di vita e coinvolgere familiari e vicinato”.

Sono stati 4.300 i servizi di prossimità offerti da gennaio a ottobre. In cima alla classifica ci sono i trasporti, al secondo posto le informazioni, al terzo la passeggiata.

I corsi per assistenti familiari

Diventare assistenti familiari si può seguendo i corsi dell’associazione Domina. Dal 2009 sono state formate 250 persone che ora hanno tutte un’occupazione, come ha spiegato la responsabile udinese, Lauretta Serafini. «Ma c’è ancora una scarsa conoscenza del contratto delle colf – ha ammesso -. Occorre anche una politica di defiscalizzazione a favore delle famiglie a fronte di una regolarizzazione di questo mestiere»

Il modello Auser

L’Auser della Bassa friulana rappresenta sicuramente un modello. Recentemente ha lanciato un’iniziativa sperimentale per insegnare alle badanti a cucinare seguendo le tradizioni della cultura friulana. «Spesso gli anziani mostrano una diffidenza nei confronti delle assistenti che arrivano dall’Est Europa – ha dichiarato il volontario Dario Rassatti -. Per instaurare un rapporto di fiducia occorre farci interpreti delle loro tradizioni, superare gli ostacoli della lingua e fare in modo che le badanti si avvicinino alla nostra cultura».

Saper stare accanto all’anziano

A occuparsi del benessere psicologico dell’anziano è l’associazione Aspic. La rappresentante Anna Degano ha posto l’accento sulle necessità di «fare rete e costruire relazioni in un mondo in cui la famiglia è sempre più vuota di relazioni».

La fragilità nella malattia

Infine a portare una testimonianza sull’importanza dell’aiuto al malato, anche in condizioni di fine vita, sono state il medico di famiglia Luisa Simoncini e l’educatrice Laura Cecon che fanno parte del “Giardino dell’Hospice”. «In quei momenti non è necessario fare, ma è fondamentale esserci», l’appello lanciato dalle due esperte.

 

 

 

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