Le BdT a Strasburgo: relazione di Grazia Pratella

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Pubblichiamo la relazione di Grazia Pratella dell’incontro a Strasburgo dove il Consiglio d’Europa ha incontrato le Banche del tempo:

 

Rispondiamo insieme: impegniamo I cittadini per ridurre la povertà e l’inuguaglianza.

Riunione di rete tematica su Banche del tempo, Sel, Accorderies – 6 Marzo 2014, Strasburgo

Programma e interventi

  • Zoé RENAUT-REVOYRE (rete delle Accorderies francesi)

  • Laurence Dumas (SEL’idaires: Associazione francese di SEL)

  • Grazia PRATELLA (Associazione Nazionale Banche del tempo italiane) 

  • Jez SPENCER (UK: banche del tempo inglesi)

  • Un’esperienza belga di scambio del tempo– Remy VON FRENCKELL

  • Un caso pratico locale – Agnès OHLENBUSCH (SEL de Strasbourg)

  • Creare una moneta locale complementare M. Cyril KRETZSCHMAR (Conseil régional Rhône-Alpes)

Temi: Le implicazioni in termini di politiche pubbliche, finalizzazione di un modello, nuove sperimentazioni in via di sviluppo, seguito dei lavori e prosecuzione della rete.

Modalità: I partecipanti hanno potuto portare le loro conoscenze ed esperienze sia attraverso slides che attraverso il dialogo e il confronto.

La riunione inizia alle 9,30 del 6 marzo 2014 con l’intervento di Samuel Thirion, amministratore alla divisione per lo sviluppo e la coesione sociale al Consiglio d’Europa che introduce al tema che coinvolge in questo incontro le banche del tempo dei paesi europei invitati.

Nell’introduzione si precisa che la diffusione della democrazia e il soddisfacimento dei diritti dell’uomo nella complessità sociale, (donne, uomini, infanzia, handicap) non sono completamente realizzati, la povertà è molto diffusa, occorre una redistribuzione della ricchezza per evitare disparità e raggiungere la coesione sociale.

Tutti noi attori, pubblici, privati, cittadini, dobbiamo assumerci la responsabilità della coesione sociale.

Pensare il progresso della società in termini di convivenza nello stesso pianeta è ora come mai, così forte.

Nella sua strategia e nel piano d’azione, il Consiglio d’Europa definisce la coesione sociale come la capacità di una società di assicurare il benessere evitando forme di esclusione, discriminazione o stigmatizzazione, attraverso la corresponsabilità dei vari stakeholders (soggetti pubblici e privati, cittadini). Questo obiettivo richiede:

  • Lo sviluppo di criteri e indicatori per definire e misurare il benessere di tutti con i cittadini stessi;

  • Lo sviluppo della co-responsabilità di assicurare progressi verso il benessere di tutti, comprese le generazioni future, da quello locale a livello globale (approccio bottom up);

  • La concezione delle politiche Global a facilitare i processi di corresponsabilità per il benessere di tutti (approccio top down)

  • Monitoraggio e valutazione dello stato di avanzamento sociale raggiunto.

In seguito alla pubblicazione nel 2005 della Guida metodologica per lo sviluppo concertato di indicatori di coesione sociale, una serie di iniziative corrispondenti sono state effettuate a livello locale in determinate aree geografiche (comunità, quartieri, comuni, regioni) e istituzioni (aziende, scuole, etc).  Essi hanno comportato:

  • lo sviluppo di un quadro e strumenti metodologico per facilitare la sua applicazione, chiamato SPIRALE

  • L’idea di territori di corresponsabilità, cioè aree specifiche in cui sono stabiliti i processi di consultazione al fine di sviluppare un approccio di corresponsabilità per il benessere di tutti.

  • la costituzione di “Rete Insieme”, il network internazionale dei Territori di corresponsabilità.

Tali processi hanno generato l’ideazione e l’attuazione di un gran numero di azioni pilota di corresponsabilità, di strategie e piani di azione.*

Si è cominciato col definire degli indicatori di coesione sociale e lavorato con le municipalità (amministrazioni locali) per capire come creare corresponsabilità nei confronti del benessere di tutti i cittadini e al momento siamo in un rapporto di collaborazione con 300 municipalità europee.

L’obiettivo è costruire un quadro metodologico per arrivare alla corresponsabilità che apparterrà a tutti. Si stanno quindi ascoltando associazioni, imprese, gruppi di cittadini per capire come dare insieme delle risposte. Quando i cittadini parlano di benessere ne parlano in modo vario e disparato, noi dobbiamo creare un quadro, abbiamo quindi ricavato dalle risposte 9 dimensioni e 67 componenti di benessere fra tutto quello che i cittadini delle diverse generazioni hanno risposto identificando oltre alle sensazioni e le emozioni, il sentire, ad esempio le sensazioni di paura, stress, speranze, soddisfazioni, non trasparenza, ingiustizia, ecc.

Da due anni gruppi di lavoro analizzano l’innovazione nella società e ci siamo accorti che ci sono moltissime iniziative di cittadini molto diverse; a partire da ciò come Consiglio d’Europa si è pensato di sviluppare queste vocazioni territoriali per animare questo lavoro chiamando l’approccio spirale, società di progresso, responsabilità di ruolo, responsabilità di tutti. Ci si è resi conto del fatto che esiste il tema del tempo e dello scambio del tempo che però si fa fatica a capire come funziona, esistono similitudini e differenze, ostacoli e difficoltà; Si è pensato di mettere a confronto i grandi gruppi che scambiano il tempo per capire come permettere ai territori di mettere a frutto queste esperienze.

Si vuole capire se è possibile costruire un modello che rappresenti un ideale e come continuare il lavoro di questo gruppo in modo che si possa portare sostegno alle politiche del territorio.

Le accorderies francesi nascono sull’esempio di associazioni simili del Quebec, e assumono la forma di associazioni oppure nascono altre all’interno di associazioni già esistenti o centri sociali.

Obiettivo è fare azione sociale a favore della collettività stanziale o di migranti che arrivano per lavoro o lasciano la comunità sempre per lavoro, si sviluppano scambi individuali, collettivi, acquisti (GAS) pagando il tempo speso con un assegno in tempo che è diverso per ogni accorderie perché c’è il simbolo della singola associazione.

Gli scambi riguardano trasporti, compagnia, pratiche burocratiche, ecc. Non beni ma servizi, non si scambiano professionalità e per questo occorrerebbe un codice di comportamento. Per far funzionare l’accorderie hanno previsto un budget di 60.000 euro per pagare le persone, il locale, la gestione.

Le sfide: modello economico alternativo, valutazione d’impatto sul territorio, sviluppo degli scambi, quadro legale.

I SEL in Francia sono circa 600 e sono associazioni di fatto che non intendono costituirsi come associazioni o altro perché si considerano orgogliosamente autonomi.

Alcuni sel creano accordi con i servizi sociali dei comuni ma per lo più desiderano non essere coinvolti nelle istituzioni.

I sel segnano le ore di scambio su un carnet, si basano essenzialmente su “la confiance” la fiducia che sta alla base del loro rapporto. Vorrebbero passare da un sistema di scambio contato in ore a un sistema che conta semplicente scambio a scambio.

Alcuni sel rientrano nel progetto: città in sviluppo e quindi fanno dei partenariati

250 sel aderiscono a Solidaire che si occupa anche dell’assicurazione.

L’Italia ha circa 400 banche del tempo sparse per la nazione che nascono verso la fine degli anni ’90 e vedono la loro legittimazione nella legge 53/2000 che si occupa fra l’altro di conciliazione dei tempi delle famiglie. Le banche del tempo italiane nel 2007 si sono organizzate in un’Associazione Nazionale anche se non tutte aderiscono; generalmente sono associazioni di promozione sociale, altre di volontariato, altre ancora sono associazioni di fatto. Alcune nascono all’interno di associazioni esistenti. L’associazione nazionale garantisce alle banche del tempo iscritte un’assicurazione specifica e fornisce un programma di calcolo delle ore che permette di avere anche un monitoraggio su quelli che sono gli scambi più attuati, quindi quali sono le esigenze dei territori.

Esistono grossi nuclei di banche del tempo in Piemonte, Lombardia, Lazio, Sicilia, e abbiamo di conseguenza coordinamenti regionali e provinciali che tengono i collegamenti fra le banche del tempo e l’associazione nazionale.

Gli scambi fra iscritti sono documentati da un assegno in tempo, ogni banca del tempo ha il suo logo e il suo libretto di assegni, in alcuni casi avvengono scambi fra iscritti di banche diverse (ospitalità, visite guidate, o in caso di richieste che non trovino soddisfazione nella singola banca).

I rapporti con le istituzioni in alcuni casi sono sistematici (es. Roma e la provincia di Torino), in altri sporadici (es la Provincia di Milano), in altri ancora non esistono.

In Inghilterra la banca del tempo è ormai un’istituzione, (il medico addirittura prescrive alle persone depresse di iscriversi alla bdt) e collaborano sistematicamente con il banco alimentare. Le persone usano in alcuni casi frequentemente le bdt, in altri casi arrivano anche una sola volta l’anno, c’è da questo punto di vista la massima libertà. Le indicazioni sono che ciascuno può utilizzare la banca del tempo secondo i suoi tempi e delle sue necessità. Hanno un interessante partenariato con associazioni che si occupano di salute mentale.

Possiedono anche macchine che possono mettere a disposizione della banca del tempo, hanno inoltre bdt presenti in due prigioni, dove si attua scambio del tempo fra carcerati che possono mettere a disposizione degli altri le loro conoscenze fra le quali la riparazione delle biciclette. L’eccesso di ore è utilizzato per le persone fragili. Il grosso lavoro di organizzazione nelle TIME BANK UK e di formazione è svolto dal gruppo conduttore.

L’Università di Cambridge ha pronto un report che sarà presentato a breve. Danno inoltre un bollino rosso per le bdt che aderiscono alla loro organizzazione e il prossimo progetto è: “FAR DA SE’ PER I GIOVANI” Hanno programmi di scambio fra organizzazioni. (Bristol, Classesteur)

Interviene il rappresentante del SEL di Waterloo, hanno preso spunto dal Sel du Lac di Ginevra in Svizzera. Il loro sito è www.selwaterloo.be . Hanno un sito attraverso cui sono messi in rete gli scambi fra aderenti, hanno scambio di ospitalità perché aderiscono alla Route de Sel. Hanno inoltre un progetto immobiliare di coabitazione che si chiama BELLA VITA. È visto il sito al quale si accede per gli scambi con una pass. I soci si mettono in contatto direttamente fra loro e anche gli assegni sono scambiati in rete.

Parlando di esperienze sulle monete complementari il relatore ha spiegato come le monete siano vittime della speculazione, quindi la moneta alternativa può essere una soluzione. I piccoli commercianti possono essere interessati a entrare nella rete della moneta complementare perché acquistano clienti se accolgono la moneta locale. Tutti gli scambi sono organizzati, hanno bisogno di finanziamenti perché chi organizza è retribuito.

A questo punto nasce il problema dell’aspetto fiscale sollevato soprattutto dall’accorderie parigina, cosa succede se si mette in rete la professionalità.

Si chiede se anche in questo senso si può attuare un quadro che permetta di avere delle indicazioni europee, si chiede inoltre un feed back rispetto alle nostre impressioni e si pensa a un futuro incontro.

Le conclusioni di Samuel THIRION (Conseil de l’Europe):

Il consiglio europeo ha ben spiegato che il potere locale ha la possibilità di rispondere agli obiettivi delle banche del tempo tenendo conto che le banche del tempo hanno un’enorme potenziale soprattutto in una situazione di crisi per aiutare le persone in difficoltà o in situazione di disagio attraverso la loro funzione di ascolto Occorre quindi che la funzione pubblica accetti anche delle modalità non ancora codificate, individuando questi ruoli:

1)regolamenti e leggi come funzioni fondatrici

2) redistribuzione attraverso le politiche sociali

3) riparatore dei problemi dovuti alla crisi

4)funzione facilitatrice per permettere alla società di essere pronta a essere coinvolta dai soggetti anticipatori, diventando quindi facilitatrice di aspetti che sembrano marginali ma in realtà possono essere importanti per la formazione di persone corresponsabili. E’ possibile quindi apprendere e recepire attraverso gli input che arrivano dalla società civile per facilitare lo sviluppo di una maggiore equità fra gli individui.

Occorre inoltre recuperare l’economia del dono, molto forte nelle culture ma che si è fermato apparentemente, si può fare attraverso la corresponsabilità agendo localmente, il Consiglio d’Europa ha le porte aperte verso queste forme, quindi pone molta attenzione a quanto sta accadendo e alle proposte di questo tipo di associazioni, si spera di riuscire a portare delle proposte concrete verso le municipalità. Su cosa sia alla fine possibile fare, ognuno di noi può interrogarsi e proporre nuove idee per la prossima riunione.

 

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