La storia

Le Banche del Tempo nascono nei primi anni 90, ma la banca dalla quale prendono l’avvio tutte le altre, nasce a Sant’Arcangelo di Romagna nel 1995 per iniziativa del sindaco (donna) e del comitato pari opportunità. Da quell’esperienza c’è un proliferare di banche grazie anche all’attenzione che i media e la televisione dedicano a quell’evento.
L’esperienza delle BdT italiane ha una sua connotazione originale e una elaborazione che non nascono per fare fronte ad una crisi sociale ed economica, come era accaduto nell’esperienza dell’Europa del Nord, ma da principi di costruzione di legami sociali e da una riflessione delle donne degli anni 80 sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Da queste premesse le BdT italiane si sviluppano su tre elementi:

  • Le donne come levatrici  di banche del tempo.
  • Il tempo come valore di scambio.
  • Lo scambio paritario e la reciprocità.

Alla fine del 1995 un organismo nato da un accordo con l’Università di Siena e la CGIL (Sindacato) “Il Cittadino ritrovato” costituisce l’osservatorio nazionale che ha sede in Roma presso la CGIL nazionale. Tempomat ha il compito di diffondere la conoscenza delle BdT, di  raccogliere i dati sulle esperienze in atto, di sostenere con materiale l’apertura di BdT, di organizzare convegni, di attivare laboratori di formazione.
Le banche del tempo così nascono e crescono ma il fenomeno si sviluppa soprattutto nel centro e nel nord d’Italia; in un anno vengono censite sessantaquattro banche  ma, alla fine del 2002, anno in cui l’osservatorio in Cgil chiude, si contano circa 250 banche.
Con la chiusura dell’osservatorio nazionale si perde tutto un lavoro di raccordo, di sostegno alle banche che si organizzano nei propri territori ma stentano a relazionarsi, ad incontrarsi, fatti salvi alcuni convegni organizzati spesso dagli enti locali. Si perde il senso della relazione, della condivisione e del configurarsi dell’esperienza. Sul bisogno di riprendere quel lavoro e quella relazione nasce l’Associazione Nazionale nel 2007, le banche riprendono vigore, ne nascono molte anche nel sud d’Italia e si avvia quel processo di rete che mette in relazione banche del tempo, cittadini, associazioni, enti locali.

 

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