Il supermercato dove la spesa si paga con ore di volontariato

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Fonte: www.lastampa.it

Dopo Milano e Roma anche nel Napoletano il negozio dove per comprare pasta, pane, latte e ammorbidente non servono contanti né bancomat, ma una dose di buona volontà

la-stampa-itdi Fabio di Todaro

L’importante è avere le idee chiare: rispetto a ciò che si vuole, ma pure a ciò che si può offrire. Sbaglia chi considera che per fare la spesa occorra avere le tasche piene. Nell’era della «sharing economy», nascono pure i supermercati dov’è possibile comprare alimenti e detersivi senza essere costretti a pagare. Due esistono già da mesi: a Milano e a Roma. L’ultimo è stato aperto nei giorni scorsi al confine tra Monte di Procida e Bacoli, comuni del litorale flegreo a una manciata di chilometri da Napoli. Qui per acquistare pasta, pane, latte e ammorbidente non servono contanti né bancomat, ma una dose di buona volontà. In questo «social market» – come negli altri due – possono infatti fare la spesa quaranta famiglie selezionate tra i due comuni tramite un protocollo d’intesa tra i servizi sociali dei comuni interessati.

La spesa come “do ut des”

Il funzionamento del supermercato – «Arca, l’emporio della solidarietà» è il suo nome – è semplice. La spesa di queste famiglie sarà pagata scalando dei punti da tessere consegnate ai gruppi familiari che verranno ricaricate in base alle ore di volontariato che le stesse offriranno. Sarà con questa card piena di «punti di solidarietà» che sarà possibile rimpinguare il frigorifero e gli scaffali di casa. Una volta terminati, potranno ricaricare con nuove ore di volontariato. Il sistema è semplice almeno quanto lo spirito che è alla base dell’iniziativa. «Non si tratta di un dono, ma di uno scambio che gratifica anche la persona che lo riceve, facendola sentire utile», spiegano i promotori dell’iniziativa: l’associazione flegrea «La Casetta Onlus» e la «Fondazione Progetto Arca Onlus» di Milano. Le persone in difficoltà potranno così aiutare a loro volta chi è solo e chi ha bisogno di una mano, ricevendo in cambio punti sulla tessera della loro spesa. «Ai clienti sarà proposto un apposito corso di formazione durante il quale impareranno a relazionarsi col prossimo e con le diverse situazioni di disagio», racconta Mariano Boccia, dell’associazione «La Casetta Onlus».

Un nuovo modello di welfare sostenibile

Il progetto equosolidale punta dunque a sostenere le famiglie bisognose, andando oltre il già diffuso pacco alimentare. «Non vogliamo soltanto che si regali qualcosa di materiale, ma che alle persone sole, abbandonate o che attraversano un periodo di forte disagio sia donata una nuova educazione», aggiunge Anna Galdo Gilla, presidente dell’associazione «La Casetta Onlus». L’iniziativa punta a estendersi nel tempo, arruolando famiglie numerose, uomini divorziati e anziani che non riescono ad arrivare alla fine del mese. «Siamo di fronte a un un nuovo modello di welfare che può diventare un modello nazionale di cooperazione socio-istituzionale di supporto e sostegno alla povertà», precisa Josi Gerardo della Ragione, ex sindaco di Bacoli. Come ricordato da Gallo nel corso del taglio del nastro, «secondo il rapporto 2016 su povertà ed esclusione pubblicato dalla Caritas, in Italia 1,5 milioni di persone vivono in povertà assoluta». E ancora una volta «è il Mezzogiorno a vivere la situazione più difficile: qui si concentra il 45,3 per cento dei poveri di tutta la nazione». Da qui l’idea di creare una banca del tempo mirata a regolare i rapporti tra gli utenti-volontari e il market solidale. La lotta alla crisi economica passa anche da queste soluzioni.

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