Carnate, quando in Banca il tempo è la moneta usata

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Fonte: www.mbnews.it

Tre ore di babysitter? Almeno 30 euro, a meno che non si sappia tagliare una siepe. Funziona così la Banca del Tempo. Tu fai una cosa per me e io ne faccio una per te. Alla fine i conti tornano e senza aver sborsato un euro.

“Il tempo è la nostra moneta”: questo il motto dell’associazione carnatese attiva dal 2009 e che ad oggi conta circa novanta soci. Una bella realtà. Il proprio tempo è infatti ciò che ogni socio mette a disposizione, offrendo agli altri le sue competenze. Si risparmia denaro, ma si fanno anche nuove amicizie. Ogni prestazione ha pari dignità, a prescindere dal suo valore economico: l’avvocato che offre consulenze è sullo stesso piano della signora che cucina torte. Crediamo infatti che ognuno abbia qualcosa da offrire alla comunità“, spiega Maurizio Riva, segretario della Banca del tempo Carnate, nonché padre della fondatrice dell’associazione, Lucia Riva.

E così nella Banca del tempo di Carnate è iscritta una ex insegnante di lingue, una psicologa e uno chef che insegna come cucinare al meglio.

All’interno dell’associazione non circola denaro, nessuno viene pagato. L’unica moneta circolante è la più preziosa: il tempo, appunto.

Questa associazione collabora con altre realtà locali e anche con il Comune di Carnate, grazie al progetto “L’aiuto vien donando“. Si tratta di un fondo solidale per aiutare famiglie in difficoltà: se un padre di famiglia non riesce più a pagare le tasse o il mutuo della casa, la Banca del tempo può anticipargli la cifra di cui ha bisogno, che egli dovrà però restituire: metà della cifra anticipata sarà ripagata attraverso piccoli versamenti mensili, l’altra metà sarà saldata lavorando per alcune ore per il Comune di Carnate. Questo metodo aiuta dunque i singoli cittadini in difficoltà, ma anche il comune stesso, che può così fare piccoli lavori di manutenzione e manodopera a costo zero.

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