Articolo della nostra referente nazionale della Comunicazione Federica Pace (BdT Il tempo che vuoi di Catania)

Sul volantino della Sezione Giovani della Banca del Tempo di Catania trovate scritto : “Il tempo, si sa, è relativo e scorre a velocità diverse, soprattutto per i ragazzi calati nei ritmi serrati, imposti dalla società odierna: lo scopo della Sezione Giovani, così come quello dell’intera Banca del Tempo, è appunto quello di fornire un percorso alternativo in cui il tempo riacquista un valore universale e in cui ci si confronta con concetti quali l’interazione sociale e la fuga dalle aride logiche del consumismo”.

La prima volta che sentii parlare della Banca del Tempo – Il Tempo che vuoi di Catania avevo 23 anni: ne parlava un’amica di famiglia, la quale non solo ne fa parte ma è uno dei soci fondatori e ricopre il ruolo di segretaria. Il funzionamento, pensai, in fondo è semplice, da un certo punto di vista, puro: tutti uguali, tutti con qualcosa da poter offrire e tutti con la possibilità di poter chiedere, mettendo sul piatto l’unica cosa che tutti in misura diversa hanno, cioè il tempo. Mi sono convinta abbastanza velocemente, ho dato ore e preso ore fin quando la presidente Mafalda Franchino non mi ha proposto di coordinare un gruppo giovani. La proposta mi ha spaventata ed esaltata allo stesso tempo e ho accettato. La sezione giovani è nata nel maggio del 2016 e ho subito riscontrato che la paura più grande per i giovani che vengono ad informarsi è: ma cosa offro? Cosa so fare? Io non ho un lavoro, per adesso neanche la laurea, qualcosa so fare ma non sono sicuro/a di avere le capacità giuste, di essere abbastanza.

La risposta alle loro domande, che sono state anche le mie e di tutti gli altri appartenenti alla sezione, è la somma dei pilastri su cui si reggono le Banche del Tempo perché tutti siamo abbastanza, le competenze che si offrono sono il risultato di passioni coltivate con impegno e dedizione, e per ciò che si sa fare si viene ripagati con ciò che altri sanno fare, e questo ne garantisce anche la qualità. Io insieme ad un altro socio-amico della Banca abbiamo potuto tenere per la prima volta un corso di scrittura creativa rivolto esclusivamente a non iscritti all’associazione e la maggior parte dei partecipanti erano under trenta. Abbiamo organizzato la Free Library al Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania, che adesso è diventato un appuntamento mensile e permette a molti amanti della lettura di poter trovare nuovi interessanti libri in cambio di altri interessanti libri. La Banca del Tempo di Catania ha promosso il gemellaggio con il Banco del Tiempo di Malaga, e alcuni dei nostri giovani erano gli interpreti. Ci è quindi permesso realizzare noi stessi nella reciprocità e solidarietà. Le BdT ci permettono di imparare il valore della fiducia e dello scambio, del confronto tra diversi “tipi” umani perché la diversità, nelle Banche del Tempo, è un valore aggiunto. E nel mondo contemporaneo dove consumismo è sinonimo di omologazione, e gli esseri umani si rinchiudono nel loro bugigattolo di certezze, la presa di coscienza della nostra unicità attraverso gli altri, è la migliore forma di crescita.

Proprio per questo possiamo parlare anche di inclusione, soprattutto di inclusione. Sono una ragazza disabile e fino ai 18 anni non ho dovuto preoccuparmi di dove andare a passare una serata, di che locali frequentare, delle condizioni della mia città. Quando lo scontro con tutto questo è stato inevitabile, è stato difficile non pensare : “Forse oggi è meglio rimanere in casa, e anche domani e dopodomani”, e sembrava più facile rinunciare che affrontare la novità. Mi metteva a disagio dover chiedere sempre a qualcuno di accompagnarmi all’università oppure a fare delle visite mediche, perché erano cose che avevo sempre fatto da sola e l’idea di disturbare e di non poter ricambiare se non pagando la benzina, mi bloccava. Con la Banca del Tempo i sensi di colpa sono spariti, affrontare tutto è diventato più leggero perché quel passaggio auto, quel disbrigo pratiche, vale quanto la correzione di un testo, un’ora di lezione di italiano o un lavoro di grafica al computer. Se quello che so fare e posso fare vale tanto quanto… io valgo tanto quanto…

In conclusione la Banca del Tempo è un’esperienza trasversale che chiunque voglia capire il significato di reciprocità, solidarietà e fiducia dovrebbe provare.

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